Stefania Malerba
Giulia Grandinetti, vincitrice della categoria Ritratto del Premio IgersItalia, ha risposto alle nostre curiosità, raccontando quando e come è nata la passione che oggi la rende così orgogliosa e piena di fiducia nel futuro che la aspetta.

Quando e come è cominciata la passione per la fotografia?
Da piccola ho iniziato a usare la macchina fotografica compatta che c’era in casa e a ogni evento o viaggio avevo l’ossessione di fotografare ogni cosa. Qualche anno dopo mi hanno regalato una reflex che è la mia compagna di avventure tutt’ora, ho scattato davvero tante foto imparando a usarla da sola. Dovrei cambiarla, ma ci sono affezionata! Nel 2018 ho seguito un corso base che è stato molto utile per mettere in ordine le nozioni apprese da autodidatta e, nello stesso anno, mi sono diplomata portando all’esame come tema centrale la storia della fotografia.
Riesce a combinare questa passione con i temi che affronta nel suo percorso come studentessa di Sociologia all’Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro?
Quasi senza volerlo, mi sembra che le mie passioni stiano andando di pari passo. Avrei sempre voluto che le mie foto non fossero solo “belle foto” (tecnicamente ritengo di avere ancora molto da migliorare) ma che avessero anche un significato profondo.
Fotografia e sociologia nascono nello stesso periodo storico e sicuramente in comune hanno la curiosità per il mondo che ci circonda, per la società. Bisogna premettere che l’oggettività della fotografia, come strumento di ricerca sociale, è molto discussa: senza dubbio ciò che si vede in una foto dipende dall’intenzionalità di chi scatta che sceglie cosa far vedere. Ma non per questo motivo si deve a tutti i costi rinunciare alla fotografia come strumento di conoscenza della realtà. Al momento le mie due passioni confluiscono nel mio profilo Instagram, nel quale condivido i miei scatti collegandoli ad argomenti sociologici. Non nascondo che in futuro mi piacerebbe continuare su questa scia, integrando, nell’indagine sociologica, la fotografia come strumento utile a portare l’attenzione pubblica su fenomeni e temi quali, ad esempio, la povertà, la marginalità, la violenza, il razzismo…
Quali sono i soggetti che preferisce rappresentare?
Sicuramente la mia attenzione si focalizza sui soggetti umani o sugli oggetti che, in ogni caso, raccontano qualcosa su coloro che li posseggono o che li utilizzano. Insomma, non prediligo una categoria di soggetti in particolare, ma mi concentro su ciò che mi emoziona o rapisce la mia attenzione per qualche motivo.
