Alessia Michelini
4 giorni, 776 brand, 103a edizione.
Si apre Pitti Uomo 2023 con aspettative e domande: quale sarà la strada migliore da percorrere?
Tema di quest’anno il percorso da tracciare, la difficoltà di decidere in che direzione andare.

PittiWay ci esorta a seguire una traiettoria personale, scegliendo noi stessi cosa sarà il futuro della moda. 10 Sezioni cercano di anticipare possibili risposte del prossimo mercato. Si nota subito una maggior sensibilità alla qualità e un’apertura maggiore all’internazionalità. La consapevolezza dell’altro, e del modo di produrre moda, genera un approccio eco-sostenibile, elemento comune a molti padiglioni. Addirittura, nella sezione S | Style si riuniscono un ventaglio di collezioni sul tema della eco-responsabilità. Curato dalla giornalista Giorgia Cantarini, lo spazio raccoglie nuove realtà accomunate da tematiche etiche-ambientali. Le questioni vengono trattare in maniera del tutto cool proponendo una moda artigianale dal sapore casual.
Vintage Hub (altra sezione) permette l’esplorazione di un altro tema molto sentito, ovvero l’archivio, ma anche il design d’epoca che sfocia nella dicotomica richiesta di nuovi canoni e simboli iconici dell’abbigliamento.
La ricerca di nuovi simboli viene trattata anche dalla sezione Fantastic Classic, che indaga l’evoluzione del classico partendo dagli elementi intramontabili del vestiario maschile, per definire un codice senza tempo in grado di essere anche contemporaneo. Più innovativi gli spazi di Scandinavian Manifesto e I Go Out con concept store e moda di ricerca. Scandinavian Manifesto offre una panoramica sul fashion nordico con brand emergenti provenienti da Danimarca, Svezia e Norvegia mentre I go Out ospita brand internazionali dove lo stile si fonde con la funzionalità.

Tra le novità The Sign, una nuova area dedicata a design d’arredo, complementi tessili e oggetti curiosi e Pitti Pets, pensato per donare uno sguardo sul lifestyle con abbigliamento, prodotti e accessori per gli animali e i loro padroni.
Lo slancio verso una nuova direzione è intrinsecamente legato anche alla ripartenza nel mondo post pandemico. Dopo la pandemia, le vendite sugli e-commerce rallentano e i clienti sembrano tornare a non disdegnare gli acquisti fisici. In molti i brand che per la prima volta espongono in Italia, alcuni addirittura alle primissime esperienze in assoluto, come chi fino a poco tempo fa vendeva solo online.
