Agnese Azzarelli
Lo stesso André Citroën aveva capito due principi: che diffondere un’idea non è meno importante dell’averla avuta.
S. Bartezzaghi (Mettere al mondo il mondo, Bompiani, 2021)
È l’alba di un secolo addietro e a Parigi un volantino arriva tra le mani di tutti i cittadini della capitale: «Regardez le ciel».
Una scritta lunga ben cinque chilometri, il nome di un imprenditore da poco datosi al settore automobilistico, disegnato dalla scia di un aeroplano, inaugurò il Mondial de l’Automobile. Lo stesso giorno l’imprenditore avrebbe presentato la Citröen 5HP.
Citröen. Ancor prima del suo successo, l’imprenditore sigla ciò che avverrà in terra e in cielo, sulle strade di Parigi e nelle menti dei parigini.

Non si sarebbero fermate a questo le trovate ingegnose dell’imprenditore dell’automobile. Un vero e proprio caso di personal brand da studiare con cura: André decise di apporre le lettere del suo cognome, nonché il suo marchio, sulla Torre Eiffel, ogni anno, a partire dal 1925, sino al 1934.
Questo è ciò che accadeva un secolo addietro, ma per scoprirne le radici in un passato ancora più remoto, bisogna scorrere a ritroso le pagine del nostro libro.
In epoca barocca la tradizione della grande festa di corte è piuttosto una pantomima, che vede come protagonisti, non solo attori consumati, ma finanche membri della corte. Le radici sono da rinvenirvi anche in quel Luigi XIV, appena quattordicenne, che, nel Ballet de la nuit, si aggiudicò la parte del Dio Apollo, comparendo con un costume provvisto di raggi.
Fu un attimo: il ragazzino, ché a chiamarlo tale rabbrividiscono secoli di Francia, si appropria del nominativo di Re Sole.
Il futuro regnante, Luigi XIV, nella Salle du Petit-Bourbon del Palais Royal, decretò il proprio successo nei secoli, sotto il cielo firmato di stelle della Capitale.
La rappresentazione è compiuta e darà non poco filo da torcere ai secoli a venire.

Una gara a chi si aggiudica il cielo di Parigi, attraversa i secoli, da Luigi XIV ad André Citröen, costellando la Capitale di una miriade di nomi, regnanti, prostitute, imprenditori, fotografi, danzatrici, pittori, che queste pagine, sole, non potrebbero immortalare.
